Tema 1.1

Premessa una trattazione sull’impatto delle fonti sovranazionali sul nostro ordinamento, ai controlimiti e alla giurisdizione competente alla loro rilevazione, ci si soffermi sulla condizione dell’atto amministrativo contrario a fonte euro unitaria con riguardo alla eventuale doverosità di attivazione in autotutela e in particolare alla giurisdizione competente sugli atti composti.

Le fonti sovranazionali, sono le consuetudini internazionali, gli accordi internazionali e le fonti union europee; problemi che si pongono sono: le modalità di ingresso e di impatto nel nostro ordinamento e i contro limiti alla loro efficacia.

Consuetudini internazionali, referente art. 10 Cost. che da vita ad un rinvio mobile, sono norme interposte di grado costituzionale la cui contrarietà di una norma interna la rende illegittime rispetto alla Costituzione con necessità di innalzare la questione presso la Consulta; la consuetudine deve essere conforme a tutti i principi ordinamentali e quindi alla Costituzione.

Accordi internazionali, referente art. 117 Cost., anche esse sono norme interposte la cui contrarietà di norma interna richiede la questione di costituzionalità; anche l’accordo deve rispettare tutti i principi costituzionali.

Diritto europeo, referente art. 117 Cost, ma prima della riforma del titolo V si riteneva che fosse l’art. 11 che espressamente consente la dismissione di parte della sovranità e l’ingresso rafforzato ed immediato di tali fonti nel nostro ordinamento; per tanto le fonti immediatamente efficaci (trattati e regolamenti) sono norme efficaci nel nostro ordinamento e di rango superiore a quelle ordinarie che consentono al giudice la disapplicazione immediata della norma interna a favore di quella europea; contro limiti sono rappresentati dai primi dodici articoli della Costituzione e dai diritti dell’uomo di cui alla clausola aperta dell’art. 2 Cost.

La giurisdizione competente a sindacare i contro limiti rispetto alle fonti comunitarie, il problema nasce dalla presunta comunitarizzazione della normativa CEDU operata dal trattato di Lisbona: se così fosse occorrerebbe un primo sindacato dell’organo di giustizia europeo solo in seguito eventualmente doppiato da un altro della Consulta rispetto al nostro sistema di diritti fondamentali; ma si può negare il presupposto della comunitarizzazione della normativa CEDU in quanto il rinvio è generico e ripetitivo rispetto alla legislazione ante trattato di Lisbona per cui giudice dei contro limiti è la Corte Costituzionale; discorso diverso va fatto rispetto alla carta dei diritti fondamentali di Nizza che è comunitarizzato ma ha valenza solo nelle materie di competenza comunitaria.

L’atto amministrativo contrario a norma comunitaria, è viziato in quanto contrario alla legge e annullabile; ma si consolida se scaduti mi termini per il ricorso senza alcun obbligo di usare i poteri di auto tutela da parte della P.A.

Giurisdizione competente per i procedimenti composti, sono quelli che si dividono in momenti di competenza delle istituzioni europee e in altri delle autorità nazionali; in questo caso la competenza giurisdizionale è del giudice europeo se il momento discrezionale compete alla istituzione europea con sindacato anche sulla parte di procedimento italiano, viceversa del giudice italiano se la discrezionalità è dell’autorità interna, con richiesta pregiudiziale al giudice europeo sull’interpretazione del procedimento comunitario.