Tema 3.4

Dopo aver descritto la tutela penale dell’integrità sessuale del minore, ci si soffermi sul tipo di reato per il quale risponde il cliente di prestazioni sessuali e sulla rilevanza penale della pornografia domestica.

Prostituzione minorile, introduzione dell’art. 600 bis nel 1998; due fattispecie, la induzione alla prostituzione e il compimento di atti sessuali con retribuzione, la prima punita più gravemente della seconda per il più grave disvalore di utilizzare il minore come merce; con la legge n. 38/2006, si innalza l’età della vittima minore per la seconda fattispecie a diciotto anni, pareggiandola con quella della prima; la l. n. 172/2012, cambia completamente il volto della prima fattispecie modellandola in modo più organico ed esaustivo con una pienezza di tutela nei confronti delle varie modalità di sfruttamento del minore nel campo sessuale; il concetto di induzione da parte del cliente, non vi rientra in quanto, soprattutto in ordine alla nuova formulazione della fattispecie di sfruttamento, non soddisfa i requisiti oggettivi e soggettivi di tale concetto, come confermato dalle S.S.U.U. nel 2014 (sentenza n. 16207); in contrario si può osservare come, non sempre ma in alcuni casi, soprattutto in relazione alla fattispecie di cui al n. 1, comma 1 dell’art. 600 bis, è possibile che una continua frequentazione a pagamento del minore possa soddisfare il conetto di induzione alla prostituzione.

Attuale quadro normativo: art. 600 ter che prevede l’utilizzazione, il reclutamento di minori per la realizzazione di spettacoli o esibizioni pornografiche o la realizzazione di tali materiali, il commercio, la distribuzione o l’offerta di essi, le informazioni per il loro adescamento, l’assistere a spettacoli pornografici con minori; l’art. 600 quater, che punisce il procurarsi o il detenere materiali pornografici con minori; l’art. 600 ter come introdotto nel 1998 si imperniava sul concetto di sfruttamento del minore (interpretato dalla giurisprudenza in senso non economico come fine esclusivamente di lucro) al fine di realizzare “eventi” pornografici di cui fosse parte (nel senso di pericolo in concreto di diffusione, con esclusione della fattispecie in caso di uso personale del materiale o dello spettacolo); con la legge n. 38/2006 art. 2, la norma è stata sensibilmente cambiata con la previsione di una serie di fattispecie autonome ordinate secondo un criterio di degradante disvalore, ma soprattutto si è mutato il termine sfruttare con quello di utilizzare ed è scomparso il dolo specifico del fine di realizzare…ora convertito in effettiva realizzazione; per tanto con questa riforma il reato è diventato di danno; nel 2012 con la legge n. 172, si è realizzata una ulteriore modifica che ha portato anche al mutamento della rubrica che ora denomina il reato come pornografia minorile e che prevede sei fattispecie alternative di reato, delle quali quelle dal terzo comma in poi di degradante disvalore; rapporto tra art. 600 ter e quater, la mancanza del danno della diffusione che rende la fattispecie meno offensiva.

La pornografia domestica, ritenuta penalmente irrilevante se prodotta con consenso del minore dotato di libertà di scelta sessuale (sedicenne) e destinata ad uso personale senza alcuna diffusione.