Tema 4.6

Dopo aver brevemente operato una distinzione tra cause di giustificazione, di esclusione della colpevolezza e di esclusione della punibilità, ci si soffermi sull’art. 376 del c.p., in relazione alla discrezionalità del legislatore in relazione alla sua redazione affrontando in particolare il problema della sua estensibilità all’istigatore del delitto.

Classificazioni, manca una chiara normativa di classificazione in quanto i commi primo e ultimo dell’art. 59, all’interno della disciplina sulle circostanze, usano il termine circostanze che escludono la punibilità; il problema rileva soprattutto in relazione al putativo e anche all’interpretazione dell’art. 119 in tema di concorso nel reato; scriminanti, situazioni che escludono l’elemento della antigiuridicità e quindi fanno venir meno l’esistenza del reato, cause di esclusione della colpevolezza, ameno di ritenere l’imputabilità come suo presupposto e come causa che l’esclude, l’errore non colposo; cause estintive della punibilità, le estintive del reato e della pena in parte generale più altre previste in specifiche fattispecie (ex: art. 649 c.p.).

La ritrattazione, causa specifica della punibilità riferita a specifiche fattispecie di delitti contro l’amministrazione della giustizia, con ratio di incentivare l’eliminazione di fatti fuorvianti per il processo; la Corte Costituzionale, ritiene che non vi sia alcun diritto costituzionale al trattamento favorevole per cui il legislatore ha piena discrezionalità su come modularla sia rispetto ai reati che alle fase processuali (la vicenda riguardava l’esclusione dal beneficio del favoreggiamento personale, poi immesso dal 2009).

Comunicabilità all’istigatore del delitto, lunga diatriba dal 1980 legata alla natura della fattispecie, secondo alcuni di natura soggettiva ex art. 119 secondo comma e per tanto non comunicabile, secondo altri di natura oggettiva in quanto a tutela del giusto processo che in caso di ritrattazione non ha più danni; inoltre si invoca l’art. 182 da parte dei fautori della non comunicabilità, la cui rilevanza è negata dalla tesi opposta in quanto si riferirebbe alle cause si non punibilità generali e non specifiche.

Ultima posizione della Cassazione S.U. 2002, tesi soggettiva in quanto non rileva l’art. 70 che riguarda le circostanze ma l’art. 119 c.p. che prevede la comunicazione delle cause di giustificazione al primo comma e la non comunicazione di quelle soggettive nelle quali rientra la ritrattazione; solo nel caso di una sorte di concorso dell’istigatore nella ritrattazione gli viene conteggiata.