Tema 5.4

L’usucapione della p.a. e quella del privato su beni privati: in particolare la competenza in caso di eccezione di usucapione e di domanda riconvenzionale di usucapione.

Nozione di usucapione, modo di acquisto a titolo originario della proprietà e di altri diritti reali caratterizzato dal possesso ininterrotto ventennale iniziato in modo non violento e non clandestino.

L’usucapione della p.a., si configurerebbe nel caso di espropriazione dichiarata illegittima ed annullata seguita dal possesso ventennale del bene da parte della p.a.; è preferibile la tesi che la ritiene inammissibile in quanto in tal modo il possesso inizierebbe in modo violento, vista la illegittimità del provvedimento espropriativo nonché in quanto in tal modo si reintrodurrebbe l’occupazione acquisitiva contrastante con i principi della C’EDU.

Tesi minoritaria che la ritiene ammissibile, se così non fosse bisognerebbe ritenere la perpetuità della azione di restituzione in capo al privato in deroga ai principi che stanno alla base dell’istituto dell’usucapione.

Dies a quo dal quale decorre il possesso ad usucapionem per la p.a., occorrendo sempre a norma dell’articolo 1141 una intrversio possessionis, essa ricorre rispettivamente, in caso provvedimento di occupazione di urgenza non seguito nel termine dallo stesso previsto per l’emanazione del decreto di espropriazione alla scadenza del detto termine, dal momento dell’annullamento del decreto di espropriazione, da quello della mera occupazione se manca ogni provvedimento.

Usucapione del privato, si configurerebbe su bene a lui espropriato legittimamente dalla p.a. e da lui posseduto per venti anni, si ritiene inammissibile in quanto dopo il decreto di esproprio il privato avrebbe la mera detenzione e non il possesso, occorrerebbe da parte sua un atto di interversio possessionis che sussisterebbe nel caso di annullamento del decreto di espropriazione innanzi al g.a.

Eccezione e domanda riconvenzionale di usucapione, possono avvenire in un giudizio in cui innanzi al g.a., competente in quanto titolare di una giurisdizione esclusiva in campo di espropriazione; nel primo caso, visto l’art. 8 del c.p.a. che prevede la possibilità per il g.a. di conoscere le questioni preliminari necessarie per decidere il giudizio di sua competenza, la competenza spetta allo stesso g.a., la cui decisione sul punto avrà efficacia solo endoprocessuale, nel secondo, esorbitando la questione dalle proprie competenze e avendo la sua decisione efficacia esterna, dovrà rimettere la questione al giudice competente, ossia al g.o.