Tema 6.1

Premessa una descrizione del reato di cui all’art. 437 del c.p., ci si soffermi sull’ammissibilità per il giudice di valutare la messa in pericolo dei beni tutelati per la sussistenza del reato, sui soggetti attivi del reato, sul rapporto tra questa norma e quelle contravvenzionali contenute nelle leggi di settore, sulla natura della fattispecie prevista al secondo comma dell’articolo in commento, sul rapporto tra questo e le fattispecie di cui agli articoli 589 e 590.

I reati contro la incolumità pubblica, strutture, delitti di pericolo dolosi in cui la condotta o l’omissione è voluta ma non la possibile conseguenza che gioca se si verifica come circostanza aggravante, reati dolosi anche rispetto all’evento descritti nella fattispecie della messa in pericolo con autonoma fattispecie di danno che essendo coperta dal dolo non può essere circostanza; delitti di pericolo presunto e concreto; figure colpose che doppiano in relazione ad alcune fattispecie dolose di pericolo.

Art. 437, norma integrata dall’art. 2087 a sua volta integrata dalle fattispecie di settore.

Il pericolo, sembra presunto ma alcune pronunce ammettono l’uso dell’art. 49.

Soggetti attivi, per il commissivo chiunque, per l’omissivo dipende dalla grandezza dell’azienda e dalla divisione del lavoro; il reato omissivo è proprio e non ammette tentativo.

Rapporto con le contravvenzioni di settore, abrogazione dell’articolo poco accettata, sussidiarietà delle contravvenzioni e concorso formale, necessità di pericolo per queste.

Secondo comma è tipica ipotesi aggravante secondo alcuni di reato complesso rispetto all’omicidio colposo (colpa cosciente) o al disastro.

Rapporto con omicidio colposo e lesioni, assorbimento tranne che muoia uno solo in quel caso concorso tra omicidio colposo e 437.