Tema 7.1

Responsabilità dello stato per mancata attuazione di direttive comunitarie, in particolare in materie di competenza regionale.

Nozione di direttiva, atto con il quale si vincolano gli stati membro all’ottenimento di un certo risultato che richiede quindi un’attuazione a differenza del regolamento che ha immediata efficacia negli stati membro.

Le direttive self executive, si ritiene che abbiano immediata efficacia e quindi non rientrino nella questione.

Ammissibilità, in un primo tempo negata in omaggio alla sovranità delle scelte politiche, poi ammessa a condizione che la direttiva rimasta inevasa attribuisca diritti a favore dei singoli, il contenuto di questi diritti sia individuato sulla base delle disposizioni della direttiva, esista un nesso di causalità tra la violazione dell’obbligo posto a carico dello Stato e il danno subito dal soggetto leso.

Concetto di diritto soggettivo, come posizione tutela dall’ordinamento europeo anche se nel nostro assurga al rango di interesse legittimo.

Fonte della disciplina, la previsione dell’an è di natura comunitaria, il quomodo del risarcimento è di competenza degli stati membro con il limite della ragionevolezza.

Natura dell’illecito, secondo alcuni ex art. 2043 con tutto ciò che ne consegue (termine di prescrizione quinquennale decorrente dalla data di scadenza della direttiva, ammissibilità di chiedere anche il lucro cessante), secondo altri indennizzo derivante da obbligazione ex lege di adeguamento alla direttiva.

Materie di competenza regionale, avendo lo stato la potestà sostituiva è comunque il soggetto da convenire in giudizio.