Schema di diritto penale sul tema del sequestro di persona a scopo di estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone.

Il sequestro di persona

Tizia, separata legalmente da Caio, si reca nella sua abitazione per chiedergli conto del mancato invio negli ultimi tre mesi dell’assegno di mantenimento stabilito a suo favore nella sentenza di separazione.

Non avendo ottenuto risposte rassicuranti, presa dall’ira, afferra un coltello e rivolgendolo contro il marito, lo obbliga ad entrare in uno sgabuzzino nel quale lo rinchiude a chiave affermando che non gli aprirà fin quando non le avrà comunicato il numero del pin del suo conto on line in modo che lei stessa possa dal pc del marito compiere l’operazione necessaria ad entrare in possesso del denaro che le spetta.

Dopo qualche ora, rifiutandosi Caio di fornirle l’informazione richiesta, Tizia abbandona la casa del marito lasciandolo chiuso nello sgabuzzino.

Caio, tranquillizzato dal fatto che la moglie se ne sia andata, riesce a forzare la porta e a liberarsi; immediatamente si reca al posto di polizia dove denuncia tutto l’accaduto.

Qualche giorno dopo Caia è raggiunta da un avviso di garanzia per sequestro di persona a scopo di estorsione; si reca da un legale per un parere sul caso; nei panni di quest’ultimo, dopo aver trattato degli istituti connessi in parte teorica, si rediga parere motivato.

Il sequestro di persona a scopo di estorsione, specialità rispetto al sequestro semplice di cui all’art. 605 in relazione al particolare scopo per il quale è compiuto, che presenta un aggravamento del disvalore rispetto alla figura generale tale da far scegliere al legislatore di non prevederlo come circostanza aggravante del sequestro di persona ma come elemento qualificante di autonoma fattispecie.

Analisi della figura trattasi di reato  pluri offensivo in quanto lesivo della libertà personale del sequestrato nonché pericoloso per il patrimonio dell’estorcendo.

Elemento soggettivo, dolo generico rispetto al sequestro, dolo specifico in relazione allo scopo dello stesso, proprio per questo non occorre per la perfezione del reato che la minaccia e la richiesta di quanto voluto sia comunicata alla vittima né tanto meno che sia ottenuto il profitto ingiusto

Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, reato contro l’amministrazione della giustizia a tutela del divieto di autotutela, fuori dei casi in cui ricorrano i presupposti della legittima difesa.

Elementi, l’esercizio del diritto, presupposto indefettibile che la situazione rientri astrattamente in una fattispecie giuridicamente rilevante, in caso non sia così si verte in errore di diritto inescusabile e si risponde di altri reati più gravi a seconda della direzione della violenza; l’esistenza di una tutela giurisdizionale a tutela del diritto: pur avendo rilevanza giuridica l’adempimento spontaneo di un’obbligazione naturale in quanto non ripetibile, non essendo dotata di coercibilità, farebbe venir meno l’applicazione della fattispecie de qua nel caso di violenza esercitata per ottenerne l’adempimento.

Parere motivato sul caso, la differenza tra sequestro di persona a scopo di estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni sta proprio nell’elemento soggettivo: nel primo reato lo scopo è il perseguimento di un profitto ingiusto, nel secondo di tutelare un proprio diritto; nella fattispecie in commento la moglie vuole perseguire il proprio diritto al mantenimento violato dal marito inadempiente sia pure in modo arbitrario; né tanto meno rileva la gravità della violenza, come per molto tempo sostenuto da parte di certa giurisprudenza che nel caso essa fosse sproporzionata rispetto al diritto da tutelare, escludeva l’applicabilità della figura di cui all’art. 393 del c.p. . E’ evidente che essendo presenti tutti gli elementi del delitto di esercizio arbitrario, l’eventuale gravità dell’atto violento sarà apprezzato con la soddisfazione di altro reato da imputare in concorso formale all’autore del fatto. E’ proprio questa la strategia difensiva da perseguire nel caso in commento, contestando l’ipotesi prospettata dall’autorità inquirente per le ragioni esposte e chiedendo che l’autrice del fatto risponda di esercizio arbitrario delle proprie ragioni in concorso formale con la fattispecie di sequestro di persona semplice di cui all’art. 605 del c.p. potendo beneficiare nel caso anche dell’attenuante del fatto ingiusto altrui di cui al n. 2 dell’art. 62 del c.p.. In tal modo, se accettata tale ricostruzione, la pena a cui sarà sottoposta sarà nettamente più lieve rispetto alla prospettazione accusatoria.

Avv. Luca Sansone


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