Schema di diritto penale in merito al tema del tentativo di rapina impropria, per l’esame di avvocato.

Tentativo di rapina.

Tizio all’interno di un centro commerciale, asporta un paio di scarpe al quale toglie il dispositivo antitaccheggio; scoperto da un sorvegliante, viene fermato all’uscita del centro da quest’ultimo che gli chiede di mostrargli una borsa nelle quale aveva riposto le scarpe; Tizio, dopo aver repentinamente gettato a terra la borsa, con uno spintone riesce ad eludere il sorvegliante e a scappare ma all’uscita dal centro viene fermato da una guardia giurata e condotto al commissariato di polizia per un primo interrogatorio. Convocato il suo legale, nei panni di costui, dopo aver trattato degli istituti connessi, si rediga parere motivato sul caso.

La rapina propria, struttura, reato complesso in senso stretto nel quale il disvalore aggiuntivo è rappresentato dalla violenza quale mezzo per conseguire il possesso della cosa mobile altrui; è per tanto reato plurioffensivo; il limite di assorbimento della violenza all’interno della fattispecie è segnato dalle percosse, oltre vi è una scissione del reato complesso; distinzione tra la rapina e il furto con strappo, nella seconda figura la violenza è diretta immediatamente sulla cosa per sottrarla al possessore, per tanto è aggravante del furto senza trasmigrazione in altra figura; distinzione tra rapina ed estorsione, nella seconda delle figure la violenza e la minaccia non coartano in maniera assoluta la vittima, nella prima la vittima non ha scelta se non quella di reagire immediatamente alla violenza.

Rapina impropria, stesse componenti della propria ma con inversione cronologica in quanto la violenza segue alla sottrazione ed è finalizzata ad assicurarsi impossessamento ed impunità; anche il dolo rispetto alle due componenti si forma in due momenti diversi a differenza che nella propria.

Ammissibilità del tentativo di rapina impropria, essendo la fattispecie tentata di qualsiasi delitto autonoma fattispecie in relazione all’ipotesi consumata, proprio per la struttura della rapina impropria, l’unificazione in una sola figura prevista espressamente dal legislatore sembra non perseguibile per la fattispecie tentata per cui in questo caso l’autore dovrebbe rispondere di tentato furto e di violenza, eventualmente con il vincolo della continuazione.

Parere motivato, la giurisprudenza maggioritaria ritiene compatibile con il tentativo la rapina impropria basandosi sulla logica che essa, come nella fattispecie consumata, prevede una violenza finalizzata al raggiungimento dell’impunità e, per tanto, espressione di una stessa azione; per tanto, in considerazione del fatto che la sottrazione della merce in super mercato non costituisce ancora impossessamento in quanto è ancora viva l’attività di vigilanza, è possibile come strategia difensiva invocare la fattispecie del tentativo di rapina impropria di gran lunga dal punto di vista sanzionatorio di quella che si dovrebbe applicare immaginando un concorso tra tentativo di furto e violenza.

Avv. Luca Sansone


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