Il tema dell’interesse legittimo pretensivo e della sua tutela nell’evoluzione del processo amministrativo per l’esame di avvocato.
Interesse legittimo pretensivo e sua tutela. Corso per esame di avvocato.
La giustizia amministrativa nasce nel 1889 con la creazione della IV sezione del Consiglio di Stato in omaggio allโesigenza di coniugare il principio di legalitร e di tutela giurisdizionale del cittadino con quello della separazione dei poteri.
In un momento in cui ancora non รจ chiara la natura giuridica dellโinteresse legittimo e si vuole comunque evitare il piรน possibile lโingerenza di un giudice, per quanto diverso da quello ordinario, nella sfera di competenza della pubblica amministrazione, lo strumentario del processo amministrativo fu costruito in maniera molto essenziale, per non dire lacunosa, essendo prevista come unica azione quella impugnatoria dellโatto illegittimo per ottenerne lโannullamento.
Tale scelta toglieva la possibilitร di tutela rispetto agli interessi pretensivi, quelli rivolti verso lโemanazione di un atto ampliativo per il privato richiedente: รจ evidente, infatti, come lโannullamento di un atto di diniego non fornisca al privato il bene della vita richiesto nellโistanza alla p.a., ottenibile solo con lโemanazione da parte di questโultima dello stesso.
A ciรฒ si aggiunge che lโaltra possibile modalitร di lesione rappresentata dalla mancata emanazione di qualsivoglia atto da parte della p.a., fattispecie denominata dalla dottrina e dalla giurisprudenza come silenzio inadempimento, risultava assolutamente priva di uno strumento di reazione per il privato.
Solo nel 1934 nel testo unico degli enti locali, venne prevista unโazione contro il silenzio della pubblica amministrazione, ma si trattava di uno strumento settoriale dedicato al silenzio della p.a. nei ricorsi amministrativi in cui il silenzio venne denominato โrigettoโ, come se esprimesse implicitamente un provvedimento di diniego; inoltre condizione per proporre lโazione era la formazione della cosรฌ detta definitivitร del provvedimento implicito che richiedeva un procedimento lungo e macchinoso.
Ciรฒ nonostante, essendo lโunico strumento in qualche modo usufruibile, la giurisprudenza lo utilizzรฒ per prestare tutela anche fuori del suo specifico campo, senza significativi risultati pratici in quanto il privato, per ottenere tutela, doveva attendere che sulla questione scendesse il giudicato e, comunque, nellโeventuale giudizio di ottemperanza difficilmente riusciva a perseguire giustizia sostanziale nel caso il provvedimento da emanare avesse natura discrezionale.
Infine lโinteresse pretensivo viveva una ulteriore penalizzazione in relazione alla univoca negazione giurisprudenziale dellโammissibilitร di una sua tutela aquiliana, a differenza di ciรฒ che avveniva riguardo agli interessi oppositivi.
Lo stato descritto, figlio di una concezione dellโinteresse legittimo ancora non adeguato alla sua natura sostanziale e di un processo amministrativo pensato come processo allโatto e non al rapporto, si pose in contrasto con la Costituzione repubblicana del 1948 che, allโarticolo 24, gli regalรฒ una dignitร costituzionale non inferiore a quella prevista per i diritti soggettivi, senza alcuna distinzione gerarchica tra oppositivi e pretensivi, anche se tutelata in maniera e da giudici diversi da quelli ordinari.
Ciรฒ implementรฒ il dibattito dottrinale e incoraggiรฒ la giurisprudenza a compiere dei passi pretori che colmassero il piรน possibile il gap che gli interessi pretensivi lamentavano rispetto a quelli oppositivi.
Ciรฒ nonostante la legislazione positiva forniva ancora pochi strumenti per consentire questo cammino; la legge istitutiva dei giudici amministrativi di I grado, i T.A.R., per la prima volta nella storia della giustizia amministrativa previde uno strumento processuale cautelare, la sospensiva dellโatto impugnato; ancora una volta si pensรฒ solo agli interessi oppositivi in quanto la sospensione di un provvedimento di diniego รจ assolutamente inidonea a fornire tutela agli interessi pretensivi.
La giurisprudenza cercรฒ di riparare forzando la lettera della norma e concedendo nelle gare pubbliche e nei concorsi lโammissione con riserva a chi fosse stato colpito da un provvedimento di esclusione.
Ma la vera svolta che ha consentito di percorrere la strada che rendesse piena dignitร agli interessi pretensivi รจ rappresentata dalla sentenza a Sezioni Unite del 1999, la celebre โn.500โ che, rompendo con una tradizione univoca, ne ha riconosciuto lโammissibilitร della tutela aquiliana intesa come perdita di una chance.
Interesse legittimo pretensivo e sua tutela. Corso per esame di avvocato.
Un anno dopo, la legge n. 205 del 2000, emanata per riempire il vuoto lasciato dal decreto legislativo n. 80 del 1998, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale per eccesso di delega, ha, sullโabbrivio della sentenza dellโanno prima, colmato quasi del tutto quella serie di vuoti di tutela qui denunciati: lโazione cautelare ha preso le sembianze dellโarticolo 700 del codice di procedura civile dando la possibilitร al giudice di emanare ogni provvedimento necessario ad esprimere la tutela cautelare consentendogli in tal modo, senza bisogno di acrobazie interpretative, di emanare ordinanze ordinatorie e a volte compulsorie idonee alla tutela dellโinteresse pretensivo, con la previsione, in caso di mancato adempimento della p.a., di portarle ad esecuzione; per la prima volta รจ stata prevista unโazione contro il silenzio inadempimento della p.a., tra lโaltro con modalitร estremamente celeri, che sfocia in caso di perdurante inadempimento della p.a. nella nomina di un commissario che sostituisce la p.a. ed emana gli atti necessari a rendere soddisfazione al privato.
Il codice del processo amministrativo, emanato nel 2010, ha confermato queste novitร ma รจ andato piรน avanti: per quanto riguarda il silenzio inadempimento ha infatti previsto che il giudice, nel caso in cui il provvedimento da emanare sia vincolato o comunque non residui per la p.a. espressione di discrezionalitร , possa stabilire quale atto la p.a. sia obbligata a emanare: con questo meccanismo il futuro giudizio di esecuzione diventa tale in senso sostanziale in quanto nella sentenza รจ giร esplicitata la regola da attuare; ciรฒ comporta dopo piรน di cento anni lโabbandono della concezione del processo amministrativo come processo allโatto e lโadozione di quella del processo al rapporto, piรน consona ai dettami costituzionali sulla rilevanza dellโinteresse legittimo.
Ma il punto di maggior emersione della nuova concezione dellโinteresse legittimo pretensivo e, di conseguenza, del processo amministrativo, si riscontra nellโarticolo 34 in relazione al contenuto delle sentenze di merito.
La norma, come novellata nel 2012, consente al giudice di condannare la p.a. allโemanazione di un atto, se ricorrono le stesse condizioni sopra citate nel giudizio contro il silenzio.
Ciรฒ consente anche nei casi in cui lโinteresse pretensivo sia leso da un provvedimento illegittimo di diniego, di ottenere una sentenza, che, entrando nel vivo del rapporto, disegna in maniera precisa il comando nei confronti della p.a., rendendo piรน agile e veloce il successivo processo di ottemperanza, nellโeventualitร che la p.a. non adempia spontaneamente.
Avv. Luca Sansone


