Trattazione di diritto penale in tema dei reati contro l’amministrazione della giustizia, per la preparazione al concorso in magistratura.

Amministrazione della giustizia. Preparazione al concorso in magistratura

1. Generalitร  – Reati contro l’amministrazione della giustizia

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Descrizione del bene di categoria

Pur in presenza di alcuni reati di stampo classico รจ uno di quelli che da vita a nuove problematiche essendo bene immateriale e a soggetto passivo impersonale (lo stato comunitร  quale ente esponenziale dei suoi stessi poteri), in cui il danno avrebbe rilevanza tale da consigliare il legislatore alla costruzione di numerose ipotesi di pericolo; genericitร  del concetto di buon andamento della funzione giurisdizionale che va specificato per ogni reato.

Nozione di funzione giurisdizionale

รˆ una delle funzioni irrinunciabili in qualunque tipo di ordinamento consistente nel dirimere controversie in relazione a questioni di fatto rilevanti giuridicamente mediante riscontro della  regola concreta da applicare.

Pertanto la tutela di questa funzione deve volgere verso diverse direzioni: quella relativa al corretto andamento del processo che consiste in quelle attivitร  delle parti e del giudice necessarie per la conoscenza del fatto da giudicare che conducono al giudizio, quella che pertiene al rispetto dello iussum contenuto nella decisione dal quale deriva per i cittadini una fiducia nel sistema ed anche un incentivo al rispetto della legge, ed infine quella  riguardante la violazione del principio descritto che sta alla base della funzione stessa, vale a dire il divieto di autotutela.

Partizioni

Il nostro codice penale distingue i delitti contro lโ€™amministrazione della giustizia tenendo conto di tali diverse modalitร  dโ€™aggressione al bene tutelato dividendo il titolo terzo, nel quale รจ contenuta, in tre capi, rispettivamente dei delitti contro lโ€™attivitร  giudiziaria, contro lโ€™autoritร  delle decisioni giudiziarie e di tutela arbitraria delle proprie ragioni.

Occorre notare come spesso la dottrina sia incorsa nell’errore di analizzare la categoria soprattutto in relazione al primo gruppo di reati innalzando i risultati della ricerca anche alle altre due.

Si tratta di un errore di metodo che da vita a generalizzazioni indebite e fuorvianti; ad esempio si afferma che i delitti contro lโ€™amministrazione della giustizia siano strutturati come figure di pericolo; tale affermazione รจ vera rispetto a quelli contro lโ€™attivitร  giudiziaria ma non agli altri.

Infatti il bene di categoria รจ leso e non messo in pericolo nel caso, ad esempio, di esercizio arbitrario delle proprie ragioni o in quello di duello cavalleresco.

Per tanto รจ consigliabile una analisi autonoma delle tre sottocategorie che permetterร  una visualizzazione precisa della materia, avulsa da qualsiasi affermazione apodittica.

2. La subornazione o intralcio alla giustizia art. 377 c.p.

Natura giuridica

รˆ reato di pericolo avanzato rispetto alla commissione dei quattro reati descritti dal 2006 aggiunta delle condotte di violenza e minaccia che dimostrano come il subornato non risponde di nulla salvo dia vita ai reati richiamati.

Subornazione del consulente del p.m.

Non citato tra i subornati, il perito e il C.T.U. sono figure di ausiliari del giudice nei processi penali e civili; ammissibilitร  di rientro se si considera testimone anche prima della sua citazione in quanto immanente perchรฉ solo cosรฌ potrร  essere ascoltato.

Subornazione rispetto a valutazioni

Compatibilitร  se esistono dei criteri oggettivi violati.

Assenza di questi criteri

Inapplicabilitร  del 377, applicazione dellโ€™art. 322 che รจ piรน grave laddove lโ€™offensivitร  rispetto a perito e C.T.U. รจ piรน offensiva, questione di costituzionalitร  con invito a sentenza additiva.

Corte Costituzionale

Inammissibilitร  per esistenza di criteri valutativi e comunque incoerenza di richiesta additiva laddove la subornazione di perito e C.T.U. รจ piรน grave e non uguale per cui lโ€™addizione sarebbe contro la Costituzione.

3. Favoreggiamenti nell’amministrazione della giustizia

Favoreggiamento

Allโ€™interno del capo relativo ai delitti contro lโ€™attivitร  giudiziaria, spicca il favoreggiamento nelle due fattispecie del reale e del personale, consiste nel fatto di frapporre ostacolo alle investigazioni dellโ€™autoritร  volte alla ricerca dellโ€™indagato per un delitto.

La norma in commento

Non sembra un modello in fatto di tassativitร  in quanto esprime concetti alquanto generici in relazione allโ€™oggetto che vuol proteggere; ci si riferisce ai concetti di investigazione e ricerca che non esprimono in senso tassativo il preciso provvedimento che viene ostacolato dal comportamento favoreggiante; a tal proposito si puรฒ affermare che, essendo tutelato da altre norme il bene della sana formazione delle prove prima e durante il processo, la fattispecie del personale si pone a difesa delle esigenze cautelari del procedimento penale, vale a dire dellโ€™esecuzione di quei provvedimenti restrittivi della libertร  personale irrogabili nella fase delle indagini preliminari alla presenza dei presupposti del pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento di prove se vi รจ un forte fumus sulla responsabilitร  dellโ€™indagato.

Il fatto che il favoreggiato sia indagato per un delitto

รˆ presupposto della fattispecie che deve rientrare nella rappresentazione dellโ€™autore del reato; per tanto in caso di ignoranza su tale punto o di errore sul fatto che si tratti di fattispecie penale, non sarร  riscontrabile lโ€™elemento soggettivo, in caso di mero dubbio sul punto, sarร  ipotizzabile il dolo eventuale.

La condotta

รˆ di quelle cosรฌ dette a forma libera potendo consistere in ogni comportamento che in concreto consista in un aiuto a sottrarsi alle ricerche o a eluderle, si tratta di un reato di pericolo e, vista la forma libera della condotta che mal si attaglia al pericolo presunto, si deve affermare che trattasi di pericolo concreto; ciรฒ significa che non basta che la condotta sia volta ad ostacolare le ricerche dell’autoritร , ma รจ necessario riscontrare che abbia le caratteristiche in concreto di fuorviarle. Trattandosi di reato di pericolo in concreto, se non si giunge al riscontro delle condizioni sopra descritte, non si รจ in presenza del reato. Il favoreggiamento non si concretizza in capo a colui il quale abbia concorso nel reato commesso dal suo beneficiario per lโ€™ovvia ragione che la sua attivitร  protegge in tal modo anche se stesso.

Rapporti con altre figure

Puรฒ rivelarsi in unโ€™unica azione (mediante omissione di referto, falsa informazione a p.m., autocalunnia) e con una serie di comportamenti reiterati (assieme quelli descritti o piรน episodi uguali); la dottrina tende a far prevalere il ne bis in idem o con la specialitร  reciproca per coincidenza tra fattispecie ed elemento particolare o per via del principio valoristico della consunzione; in generale puรฒ affermarsi come le figure che tutelano la possibilitร  di iniziare le indagini si ritengano assorbite nel favoreggiamento, non cosรฌ quelle che proteggono la buona formazione della prova; per ciรฒ che riguarda la reiterazione di comportamenti, il favoreggiamento si atteggia sia con una struttura di reato abituale improprio che con una di reato eventualmente permanente

Rapporto con la falsa testimonianza

Premesso che occorre distinguere il caso di condotte ripetute (al p.m. e al giudice) da quello dellโ€™unica condotta (abbastanza difficile da immaginare in quanto dovrebbe essere sentito per la prima volta in sede di dibattimento), per il primo caso si pone alternativa tra concorso materiale mitigato dalla continuazione e assorbimento e solo per il secondo tra concorso apparente e formale.

Il primo caso รจ risolvibile nel senso dellโ€™assorbimento solo in relazione alle teorie valoristiche della consunzione o della sussidiarietร  o del ne bis in idem.

Il secondo puรฒ avere una risoluzione di assorbimento in relazione anche alla teoria della specialitร  reciproca per coincidenza tra fattispecie ed elemento costitutivo; la giurisprudenza opta per il concorso di reati solo qualche sentenza a favore dellโ€™assorbimento in presenza di una sola azione; io ritengo che da un punto di vista del di valore non cโ€™รจ identitร  in quanto la tutela della funzione cautelare solo in un caso puรฒ riguardare anche quello della prova.

Attivitร  del difensore

Sembra coincidere con la fattispecie di reato e quindi non punibile in forza dellโ€™art. 51 c.p.; necessitร  di distinguere comportamenti non rientranti nella fattispecie da quelli rientranti ed eventualmente scriminati.

Comportamenti consistenti in consigli

Sono prestazioni che rientrano nellโ€™esercizio della funzione difensoria, suggerimenti, consulenze, comunicazioni; sono tutti leciti anche quello di far sparire una prova o darsi alla latitanza in quanto non possono essere considerati aiuti.

Informazioni aventi contenuto giuridico

Lecite se ottenute lecitamente o casualmente, favoreggiamento se carpite illecitamente e non giustificabili ex art. 51 c.p.; addirittura cโ€™รจ obbligo deontologico di informazione che รจ coperto da adempimento al dovere ex art. 40 codice deontologico forense.

Comportamenti materiali che aiutano lโ€™assistito

Rientrano nel reato e non sono scriminabili.

Rapporto cronologico tra presupposto e favoreggiamento

Cronologia di posterioritร  del favoreggiamento rispetto al reato presupposto ciรฒ anche per la lettera della norma โ€œdopo che fu commesso un delittoโ€.

Limite temporale

Come momento ultimo di concorso nel reato ma non preclusivo al contrario di favoreggiamento o altre fattispecie a seconda del comportamento e della direzione anche a livello di elemento soggettivo.

Reato permanente

Struttura con un momento di perfezione e complessione nel tempo con consumazione quando cessa la complessione; comportamenti esterni durante la permanenza, dubbio su come inquadrarli, concorso nel reato ofavoreggiamento?

Giurisprudenza

Metodo casistico e non aprioristico, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, favoreggiamento se non diventa ausilio anche solo morale a continuare; favoreggiamento e sequestro di persona, se lโ€™agente si limita ad eludere le ricerche รจ favoreggiamento; intermediazione nel sequestro di persona, attivitร  volta solo ad incassare il denaro, in ciรฒ fuori da attivitร  concorsuali, il favoreggiamento reale presuppone il conseguimento della somma; detenzione di stupefacenti ai sensi art. 73 D.P.R. n. 309/1990, qualunque agevolazione al colpevole prima che la condotta sia cessata รจ concorso nel reato e non favoreggiamento sulla considerazione della incompatibilitร  di favoreggiamento avvenuto durante lโ€™effettuazione del reato (criterio cronologico).

Critica

Lโ€™art. 110 assolve alla funzione incriminatrice residuale rispetto a condotte atipiche, applicarlo estensivamente violerebbe in malam partem il principio della tassativitร ; la clausola di riserva dimostra la possibilitร  di contemporaneitร  tra favoreggiamento e reato presupposto; il dato cronologico puรฒ essere superato in relazione al momento di perfezione e non di consumazione, il vero discrimine รจ rappresentato dallโ€™elemento psicologico cosรฌ come dimostrato dai fatti.

Amministrazione della giustizia: Preparazione al concorso in magistratura

4. La calunnia nell’amministrazione della giustizia

Natura del delitto di calunnia

Il buon esito del processo penale messo in pericolo grave dalla falsa incolpazione di taluno.

Struttura

Nelle due modalitร  descritte deve rivestire il percolo in concreto senza del quale il reato รจ impossibile.

Elemento soggettivo

Deve coprire la rappresentazione di tutti gli elementi e la falsitร  dellโ€™accusa; compatibilitร  con il dolo eventuale.

Calunnia dellโ€™imputato

Difendendosi dicendo il falso rispetto ad affermazioni del denunciante o del testimone รจ scriminato nel limite della necessarietร  senza alternative della difesa, anche se consistente nella falsa affermazione di fatti specifici, oltre cade la scriminante.

Diffamazione e calunnia

Non ricorre concorso formale e la denuncia nei confronti di chi poi venga assolto รจ colpita nel limite della calunnia, in caso contrario non ricorrendo alcuna diffamazione per lโ€™esercizio del diritto di denunciare.

5. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni

Esercizio arbitrario

Origine nel codice Zanardelli con struttura simile a quella attuale ma con diminuzione se si provava lโ€™esistenza del diritto; attuale tendenza della giurisprudenza a vederne una ipotesi attenuata di violenza e danneggiamento dalla circostanza della tutela del diritto.

Errore sulla rilevanza giuridica o sulla possibilitร  di agire

Considerato di diritto e fa scattare le ipotesi di violenza e danneggiamento (ex: obbligazione naturale, debito prescritto).

Reati propri e di mano propria

Nei primi occorre la qualifica dellโ€™intraneo ma รจ possibile che la condotta in concorso sia eseguita dallโ€™extraneus sotto il controllo dellโ€™intraneo, quelli di mano propria richiedono che la condotta sia eseguita dal soggetto specifico in quanto solo in tal caso si soddisfa quel disvalore, collocazione o dal dato testuale o da quello interpretativo del bene tutelato.

Natura di reato di mano propria

Dalla locuzione โ€œda seโ€™ medesimoโ€, nel caso di violenza esercitata da terzi per conto del titolare scatta la estorsione; la offesa al monopolio della giustizia non perde vigore se realizzata da un terzo per conto del titolare ed รจ dubbia la collocazione delle due fattispecie nella categoria dei reati di mano propria.

Critica

Vista la specialitร  degli esercizi, dovrebbero riespandersi le norme generali di danneggiamento e violenza, inoltre la direzione della violenza รจ incompatibile con lโ€™estorsione.

6. La ritrattazione nell’amministrazione della giustizia

Classificazioni

Manca una chiara normativa di classificazione in quanto i commi primo e ultimo dellโ€™art. 59, allโ€™interno della disciplina sulle circostanze, usano il termine circostanze che escludono la punibilitร ; il problema rileva soprattutto in relazione al putativo e anche allโ€™interpretazione dellโ€™art. 119 in tema di concorso nel reato; scriminanti, situazioni che escludono lโ€™elemento della antigiuridicitร  e quindi fanno venir meno lโ€™esistenza del reato, cause di esclusione della colpevolezza, ameno di ritenere lโ€™imputabilitร  come suo presupposto e come causa che lโ€™esclude, lโ€™errore non colposo; cause estintive della punibilitร , le estintive del reato e della pena in parte generale piรน altre previste in specifiche fattispecie (ex: art. 649 c.p.).

La ritrattazione

Causa specifica della punibilitร  riferita a specifiche fattispecie di delitti contro lโ€™amministrazione della giustizia, con ratio di incentivare lโ€™eliminazione di fatti fuorvianti per il processo; la Corte Costituzionale, ritiene che non vi sia alcun diritto costituzionale al trattamento favorevole per cui il legislatore ha piena discrezionalitร  su come modularla sia rispetto ai reati che alle fase processuali (la vicenda riguardava lโ€™esclusione dal beneficio del favoreggiamento personale, poi immesso dal 2009).

Comunicabilitร  all’istigatore del delitto

Lunga diatriba dal 1980 legata alla natura della fattispecie, secondo alcuni di natura soggettiva ex art. 119 secondo comma e per tanto non comunicabile, secondo altri di natura oggettiva in quanto a tutela del giusto processo che in caso di ritrattazione non ha piรน danni; inoltre si invoca lโ€™art. 182 da parte dei fautori della non comunicabilitร , la cui rilevanza รจ negata dalla tesi opposta in quanto si riferirebbe alle cause si non punibilitร  generali e non specifiche.

Ultima posizione della Cassazione S.U. 2002

Tesi soggettiva in quanto non rileva lโ€™art. 70 che riguarda le circostanze ma lโ€™art. 119 c.p. che prevede la comunicazione delle cause di giustificazione al primo comma e la non comunicazione di quelle soggettive nelle quali rientra la ritrattazione; solo nel caso di una sorte di concorso dellโ€™istigatore nella ritrattazione gli viene conteggiata.


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